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La sonda lambda garantisce aria pulitaLa lettera greca λ nel settore automotive è simbolo di aria pulita. In Italia il parco vetture circolanti supera le 28 milioni di unità: circa 4 milioni sono veicoli diesel e 24 milioni veicoli a benzina, dei quali circa 16 milioni - e saranno sempre di più nel futuro - equipaggiati con un catalizzatore. Senza le marmitte catalitiche la qualità dell’aria sarebbe irrimediabilmente compromessa. La sonda λ permette al catalizzatore di funzionare correttamente e di ridurre le emissioni di gas di scarico nocive.
La Commissione Europea impone per i gas di scarico dei livelli di inquinamento sempre più bassi: i valori delle emissioni consentiti per i veicoli nuovi (Fig.1) sono stabiliti dalle Norme Euro, al fine di ridurre il livello delle emissioni nocive prodotte dagli autoveicoli, specialmente nei centri urbani. Attualmente è in vigore la Norma Euro III e, a partire dal 2005, si passerà alla Euro IV, con la quale i gas tossici scaricati verranno quasi dimezzati: a questo proposito la sonda lambda fornirà un importante contributo alla riduzione del CO da 2,3 a 1,0 (g/km), HC da 0,20 a 0,10 (g/km) e NOx da 0,15 a 0,08 (g/km).
La sonda lambda permette di mantenere le emissioni inquinanti al di sotto dei limiti di legge in tutte le autovetture provviste di un catalizzatore trivalente.
Le sonde lambda vengono impiegate anche nei motori benzina di nuova generazione ad iniezione diretta ed in futuro verranno installate anche sulle motociclette.
La tecnica continua a svilupparsi in modo rapidissimo.
Per questo motivo è stata introdotta la diagnosi “On-Board” (EOBD). Per mezzo di una seconda sonda lambda, installata a valle del catalizzatore, viene costantemente controllato il perfetto funzionamento del catalizzatore stesso e della sonda lambda installata a monte. Eventuali difetti di funzionamento vengono subito visualizzati sul quadro degli strumenti.
La segnalazione da parte dell’apposita spia M.I.L. (Mulfunctioning Indicating Lamp) conferma la richiesta di intervento presso un’officina.
La formazione e le caratteristiche delle sostanze tossiche.
Il gas emesso da un motore contiene, oltre a prodotti non dannosi come il vapore acqueo, l’anidride carbonica e l’azoto, anche sostanze pericolose costituite da monossido di carbonio (CO), da idrocarburi incombusti (HC) e da ossidi di azoto (NOx) (Fig.2). L’entità dell’emissione dipende in maniera determinante dal rapporto aria/combustibile. I gas tossici arriverebbero nell’aria attraverso il condotto di scarico se non ci fosse il catalizzatore che, per effetto del rivestimento della struttura a nido d’ape, li converte in gas non tossici costituiti da anidride carbonica (CO2), da acqua (H2O) e da azoto (N2). Tuttavia la combustione ottimale e la trasformazione dei gas di scarico nel catalizzatore è garantita solamente quando viene introdotta nel motore la corretta quantità di aria e di combu- stibile: la sonda lambda provvede a mantenere questa condizione.
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